Radici e futuro: a Rotzo la Festa degli Alberi unisce l’Altopiano e la pianura nel segno del Cimbro

ROTZO – Una giornata di festa, ma soprattutto di profonda identità e consapevolezza ecologica. Si è celebrata a Rotzo la tradizionale “Festa degli Alberi”, un appuntamento che quest’anno ha assunto un significato ancora più profondo, trasformandosi in un ponte culturale tra la montagna – con l’IC di Gallio – e la pianura vicentina, grazie alla partecipazione delle scuole dell’IC di Montegalda afferente ai comuni di Montegalda, Grisignano di Zocco e Montegaldella.

Accolti dal Sindaco di Rotzo, dalle forze dell’ordine, dai Carabinieri Forestali e dall’immancabile presenza degli Alpini, i veri protagonisti della giornata sono stati i bambini.

“Noi non abbiamo vigne o campi di grano, il bosco è la nostra economia e la nostra terra. Rispettiamo l’ambiente e lo curiamo, perché sappiamo che avremo sempre bisogno di lui, esattamente come dei nostri figli”,  ha ricordato con emozione il primo cittadino di Rotzo, Lucio Spagnolo.

Quest’anno la festa ha sposato la valorizzazione delle tradizioni locali anche attraverso un progetto scolastico dedicato alla “lingua cimbra” e alla toponomastica. I bambini delle elementari hanno esplorato il territorio, scoprendo come gli antichi nomi cimbri descrivano perfettamente le caratteristiche dei luoghi: un patrimonio immateriale da salvaguardare che i piccoli alunni hanno tradotto in canti e poesie.

A sottolineare il valore pedagogico dell’iniziativa è intervenuta, per il mondo della scuola, la Dott.ssa Nicoletta Morbioli, la quale ha ricordato che la Festa degli Alberi non è una semplice ricorrenza del passato, ma una festa del presente e del futuro. Ha ripreso, pertanto, la scritta riportata sulle foglioline appuntate dei copricapo dei bambini: «Possono cambiare le foglie, ma conserveremo le nostre radici». Un monito a ricordare da dove si viene per poter dare ai ragazzi “le ali per spiccare il volo” verso il futuro.

Per l’UAT di Vicenza era presente anche la Prof.ssa Francesca Calomeni, referente per l’Area della “Storia e Cultura veneta”, a valorizzare il lavoro delle classi.

Proprio come simbolo concreto di questo legame indissolubile tra le nuove generazioni e la propria terra, in questa speciale occasione sono stati regalati due alberi dedicati ai bambini nati nell’anno 2026 nel comune di Rotzo: un gesto di speranza che vedrà crescere insieme la nuova linfa del paese e la natura circostante.

Tre momenti della giornata: i discorsi istituzionali, il Canto degli Alpini e gli interventi delle classi

L’evento ha visto anche un momento di forte solidarietà territoriale, lodato dai sindaci della pianura presenti, che hanno ringraziato la comunità montana per aver condiviso una tradizione così formativa. Gli alberi impiegano anni a crescere, insegnando il valore dell’attesa e della resilienza: un grande esempio per i giovani che, pala alla mano e aiutati dalle Penne Nere, hanno piantato le nuove piante per rigenerare e curare il patrimonio boschivo.

Una manifestazione che si è chiusa tra gli applausi, i canti in cimbro e il ringraziamento a una comunità scolastica e cittadina unita nella custodia della Madre Terra.